La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio in libreria dal 21 ottobre
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Enrico Brizzi racconta con ironia l'Italia dagli anni Ottanta a oggi. Nell'agra commedia nazionale c'è posto per passioni e amicizie, Pertini e Supergulp, Berlinguer e Drive in, gli anni del Pentapartito e lo strano destino di un narratore esordiente. E poi il Silvio, l'ascesa al potere, i pubblici scandali, la fine del mito. La Prima e la Seconda Repubblica del nostro Paese sempre in attesa di un'altra primavera.
Italica 150: a piedi in tre mesi dall’Alto Adige alla Sicilia
In occasione del centocinquantesimo anno dell’Unità nazionale, Enrico Brizzi ha ideato e compiuto un grande viaggio a piedi dall’Alto Adige alla Sicilia.
ITALICA 150 è stato pensato come un’indagine sul campo (“Chi sono oggi gli Italiani?") e vissuto come un’esperienza concreta, capace di ribaltare luoghi comuni e consumare tre paia di scarpe.
L’itinerario di oltre 2100 chilometri è stato infatti percorso a passo d’uomo dallo scrittore e dall’amico fotografo Francesco Monti in 90 tappe nella buona stagione del 2010: partiti dalle pendici innevate della Vetta d’Italia, nell’alta valle Aurina, il 7 aprile, sono arrivati a Capo Passero, in provincia di Siracusa, in un torrido pomeriggio di metà luglio.
Sono due i romanzi con i quali, nelle ultime stagioni, Enrico Brizzi racconta la storia d’Italia come nessuno l’ha mai sentita: Mussolini ha vinto la guerra insieme agli alleati anglo-americani, cacciato il re e mantenuto il potere ben dopo il 1945. L’inattesa piega degli eventi, uscito nel maggio 2008 per Baldini Castoldi Dalai, è ambientato nel 1960 e vede il protagonista Lorenzo Pellegrini trentenne, spedito per punizione nell’Africa Orientale. Fra l’Asmara e Addis Abeba capirà più cose sull’Italia di quante non avesse compreso in patria: tornerà a casa cambiato, e proprio nei giorni caldi della scomparsa del duce...
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Ne La Nostra guerra (Baldini Castoldi Dalai 2009), la narrazione rimonta all’adolescenza di Lorenzo fra il 1942 e il 1945: “come l’Italia vinse la guerra, la mia famiglia perse la pace, e io tornai a casa da solo”.
Indimenticabili le figure della madre Nina e del padre, l’avvocato in camicia nera Paride Pellegrini. Lo sguardo ironico e tenero del ragazzino Lorenzo - ginnasiale borghese che si ritrova sfollato per evitare i bombardamenti - ci restituisce un nuovo kolossal italiano dal sapore agrodolce, dove si ride e si piange nel solco di classici della cinematografia nazionale quali Tutti a casa e Il Federale. Non a caso la cartella-stampa trabocca d’interviste e recensioni lusinghiere
L’autore è attualmente al lavoro sul terzo volume della saga italiana.
"Una scommessa vinta, un generoso atto di bravura" (Sergio Pent, Ttl)
"Un racconto scoppiettante e anche verosimile" (Cristina Taglietti, Il Corriere della Sera)
"Un bildungsroman di provincia italiana che alla fine indica nella fatica della maturazione personale l’unico antidoto al capo carismatico"
(Maurizio Bono, la Repubblica)
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