Il romanzo trae spunto da un viaggio reale dell’autore fra Canterbury, nell’Inghilterra meridionale, fino a Roma, lungo l’antico itinerario noto come Via Francigena.
Brizzi e il fotografo Valerio Gnesini, insieme agli amici che li hanno via via scortati per qualche giorno, hanno coperto l’intero tragitto a forza di gambe in dodici settimane: a piedi da Canterbury a Reims, in bicicletta da lì a Besançon, di nuovo a piedi attraverso il Giura, la Svizzera e le Alpi fino ad Aosta.

In questo tratto centrale del viaggio è ambientato l’incontro dei quattro viandanti protagonisti con il misterioso pellegrino Bern: di fatto le tappe descritte nel romanzo corrispondono a quelle realmente effettuate da Brizzi e i suoi amici nel tratto fra Losanna ad Aosta.

Dal capoluogo della Vallée hanno raggiunto Fidenza in cinque giorni in sella alle bici, e da lì hanno ripreso a piedi verso il Passo della Cisa, la costa Tirrenica, Lucca e l’interno della Toscana fino a Roma, dove sono giunti il 5 agosto 2006.

Dal taccuino di viaggio di Enrico Brizzi, maggio 2006
[tratto dal sito francigena21.com]

Dopo un inverno trascorso sulle mappe e a compulsare furiosamente testi presi in prestito nelle biblioteche di mezzo paese, giungi alla conclusione che non ne saprai mai abbastanza, sulla Via Francigena.


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La buona stagione si avvicina, e forse è meglio lasciar perdere i libri per dedicarsi alle necessità concrete del viaggio: scegliere lo zaino, per prima cosa, e selezionare con cura gli oggetti indispensabili.
Maggio è alle porte, quando sali insieme al fotografo e amico Valerio Gnesini su un volo low-budget che vi conduce alla periferia di Londra.
Un paio di giorni in the city sonol’ideale, per scattare le prime foto all’abbazia di Southwark, da cui i pellegrini - fra loro anche i viaggiatori delle novelle di Chaucer - partivano per il Kent a visitare la sepoltura di San Tommaso Beckett.
…E poi, all’alba del terzo giorno, una corriera da undici pound a testa, l’ultimo mezzo a motore su cui potete fare affidamento, vi conduce a Canterbury.
Un posto che, fin lì, ha significato per voi soprattutto l’ombra dell’oscuro Sigerico, e l’inizio di un’avventura sognata a lungo.


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Il tempo di una visita alla città, il primo timbro sulle credenziali e via, con le gambe che tremano per lo sgomento,lungo i passi di viandanti e pellegrini.
Il ritmo stesso del cammino lungo la Pilgrims’ way, all’inizio, scandisce le vostre domande silenziose.
Arriverete mai?
Rispetterete la regola che vi siete dati?
Ma soprattutto, che senso ha camminare nel XXI secolo sulle tracce di un oscuro vescovo britannico, di masnade armate, di mercanti e falsibordones mescolati agli autentici uomini di fede diretti verso il sepolcro di Pietro?


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Le domande battono in testa e, nell’incertezza dell’orizzonte che potrebbe spalancarsi oltre la prossima collina, riescono a fare male.
Per il momento, però, serve solo andare.
Verso Roma. Verso casa.
Quanto ai dubbi, sai troppo bene che sarà il viaggio stesso, in maniera spontanea e inattesa, a fornirvi le sue risposte

Per saperne di più sul viaggio di Enrico Brizzi & co., scoprire la tabella di marcia e vedere le foto, visita il sito francigena21.com


 

 



 


La bandiera dell’impresa, con gli scudi di Canterbury e Roma

Il logo della Via Francigena
(solo in Italia e in Svizzera)

Enrico Brizzi a Southwark,
da dove partivano i pellegrini
delle novelle di Chaucer

Il rosone della Cattedrale di Reims

Il Passo del Gran San Bernardo,
punto più alto dell’itinerario

Un incontro inatteso lungo la Via...

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