
L’UNITA’ 4 giugno 1995
CAMPIELLO
DECISA LA CINQUINA
Decisa la cinquina del Campiello. Ne fanno parte:
La casa con la luce di Paolo Barbaro, Il coraggio del pettirosso
di Maurizio Maggiani, Staccando l’ombra da terra di Daniele
Del Giudice, Il bastone a calice di Virgilio Scapin, Jack Frusciante è uscito
dal gruppo di Enrico Brizzi.
Un solo romanzo, tra quelli proposti, ha riscosso consensi quasi unanimi, è La
casa con la luce del veneziano Paolo Barbaro, edito da Bollati Boringhieri.
Il romanzo di Barbaro è passato con 8 voti su 11 alla prima votazione,
insieme a Il coraggio del pettirosso (Feltrinelli) di Maurizio Maggiani, che
si è fermato a sei consensi.
Quello di Barbaro è stato definito da Stefano Jacomuzzi ‘un libro
che propone, in un ambiente terribile, un dinamismo di affetti senza compiacimenti,
ma ricco di una composita umanità’.
Dell’opera di Maggiani la giuria, presieduta dal regista e scenografo
Pierluigi Pizzi, ha lodato soprattutto il carattere di novità.
Alla seconda votazione è passato Daniele Del Giudice con Staccando l’ombra
da terra (Einaudi), libro straordinario per scrittura, ha detto Giannantonio
Cibotto, e che per Mondo ha il coraggio di riproporre, dopo D’Annunzio
e Marinetti, la «colluttazione» fra uomo e aereo. C’è voluta
ancora une votazione per far entrare in cinquina Virgilio Scapin, libraio e
scrittore vicentino che praticamente gioca in casa con il suo Il bastone a
calice (Neri Pozza). Del libro di Scapin è stato apprezzato in particolare
l’impianto che si richiama alla tradizione per valorizzare un’opera
del tutto nuova.
L’ultimo posto in cinquina è stato il più conteso: fino
all’ultimo sono rimasti in lizza Romana Petri con L’antierotico
(Marsilio), Rodolfo Celletti con L’infermiera inglese (Giunti) e Enrico
Brizzi con Jack Frusciante è uscito dal gruppo (edito prima da Transeuropa
e ora ceduto a Baldini & Castoldi).
L’ha spuntata alla sesta votazione, Brizzi, un po’ per la ricerca
linguistica e il taglio innovativo, un po’ per il fascino del ventenne
esordiente che promette molto bene.
Da questa cinquina sono stati esclusi autori come Malerba, Nigro, Consolo e
Vassalli, forse non alle loro opere migliori secondo alcuni giurati.
Nell’aria c’era anche il “fantasma” di Umberto Eco:
il professore aveva fatto sapere che non gradiva la gara e la sua casa editrice
si era adeguata.
Nell’ultima riunione della giuria, ieri sera, pur se a malincuore, anche
i suoi sostenitori più convinti hanno accettato di non parlarne nemmeno
durante la seduta pubblica che stamane ha indicato la cinquina da cui il due
settembre uscirà il vincitore del “Supercampiello 1995”.
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