C’è un ragazzo bolognese già abbastanza vecchio da contare sulle dita di due mani i rifiuti da parte degli editori.
C’è una maestosa storia d’amore e rock adolescenziale pronta per essere raccontata senza filtri.
C’è una casa editrice indipendente,Transeuropa di Ancona, che decide di dare fiducia al ragazzo.
Il ragazzo comprende, con un brivido tardivo, di essere capitato nella migliore casa editrice indipendente del Paese, già nota alle masse per le antologie Under 25 curate da Pier Vittorio Tondelli e il folgorante esordio di Silvia Ballestra.
Vengono consigliate letture. Si leggono lunghi capitoli ad alta voce. Il ragazzo va a bottega dai professionisti.
Quando è ufficiale che la maestosa storia d’amore sta per diventare un libro vero, il ragazzo comincia a sentire il cuoio capelluto farsi elettrico per l’emozione.
Spera che tutto vada bene. Immagina le pile del suo libro dentro le librerie che ha sempre frequentato, e rabbrividisce al pensiero che ad abbassarle contribuiscano solo amici e parenti stretti.
Invece la prima edizione va esaurita in poche settimane, e così la seconda e la leggendaria terza edizione omposta da 1500 pezzi unici, le copertine colorate a mano negli uffici Transeuropa.
Dopo alcune segnalazioni sulla stampa locale, L’Espresso è la prima grande testata a occuparsi del caso Jack Frusciante. All’intervista di Enrico Arosio, che esce con il titolo ‘Salinger alla bolognese’, seguono decine di recensioni favorevoli, fra le quali si segnalano quelle dei più importanti quotidiani. Anche molti degli attuali detrattori giurati di Brizzi, nella stagione ’94-‘95 si spellavano le mani dagli applausi. ‘Ma se l’ho scoperto io!’, sgomitavano.
Quando Transeuropa, dopo 14 edizioni, non riesce più a farsi carico del volume degli ordini, il testo viene ceduto in licenza a Baldini & Castoldi, e da Milano esplode come una bomba al fosforo ai piani alti delle classifiche nazionali.
Questa volta gli invidiosi rischiano direttamente il collasso. Svariati fucili vengono caricati con le dum-dum, in attesa dell’occasione favorevole.
‘Bravo, Brizi’, gridano adesso gli imbalsamati dei salotti al più giovane finalista del premio Campiello, ‘Bravissimo. Canti ancora una volta la canzoncina dell’enfant-prodige, per cortesia’.
Il ragazzo bolognese, promosso in pochi mesi dal mondo della più oscura autoproduzione al giro delle major, senza rendersene conto sbanca il botteghino come mai un esordiente era riuscito a fare. Il suo libro, scritto nelle ore sottratte allo studio di Esiodo, diventa per un pazzesco paradosso materia di studio nelle scuole.
Grandi aspettative, incontri da favola e squallidi tentativi di mungitura seguiranno a quella stagione di unanime consenso e adulazione che, ricorda oggi Brizzi con un sorriso, “avendo colpito un ragazzo di appena vent’anni, è come non avesse colpito mai nessuno”.

«L’Espresso»
5 agosto 1994

«Il Sole 24 Ore»
21 agosto 1994

«Cuore»
3 settembre 1994

«Tuttolibri» Supplemento «La Stampa»
10 settembre 1994

«Il Venerdì di Repubblica»
7 ottobre 1994

«Famiglia Cristiana» numero 43
2 novembre 1994

«L’Unità»
13 novembre 1994

«Il Messaggero»
3 ottobre 1995

«Le Point»
11 luglio 1997

«THE WASHINGTON POST» Book World
1 marzo 1998