1
Cosa è il Brizzi Kickstart Service ?
Giunge benedetta persino agli autori professionisti la possibilità di confrontarsi con un lettore attento sui nuovi testi che via via prendono corpo.
Partendo dal presupposto che la scrittura è soprattutto una forma di artigianato, l’artigiano Brizzi volentieri dedica giornate di lavoro uno-a-uno ai più giovani.
Perlomeno a quelli che, sordi alle mille sirene dell’idiotismo contemporaneo, dimostrano dedizione alla antica arte della scrittura.
2
Come si partecipa alle selezioni per il Kickstart Service ?
Di tanto in tanto appare un avviso in homepage e sull’archivio magnetico sul tipo di questo: "Sono in palio 2 giornate Kickstart Service".
Per partecipare basta essere un giovane nato dopo il 1 gennaio 1980 e inviare un racconto inedito all’officina.
Il racconto, salvato in word 5 o successive versioni, deve avere una lunghezza compresa fra 1800 e 6000 caratteri.
Si raccomanda di specificare l’identità dell’autore e un indirizzo valido di posta elettronica anche all’interno del documento word.
Enrico Brizzi e la redazione si occuperanno di selezionare i racconti vincitori.
3
Ho inviato i miei racconti ma non ho ricevuto risposta. Significa che non vi sono piaciuti ?
Sono centinaia i racconti giunti in redazione dalla nascita del Maestoso Sito Ufficiale, e purtroppo non è possibile rispondere personalmente a tutti.
Questo naturalmente non significa che Enrico e la redazione non abbiano apprezzato il tentativo, né tantomeno vuole suonare come una forma di discredito verso il vostro lavoro... Anzi, in bocca al lupo a tutti !
4
Sono stato selezionato ! Come si svolge in concreto una giornata di lavoro ?
Il Kickstart Service si svolge a Bologna, e prevede un incontro uno-a-uno e rigorosamente informale con Enrico Brizzi.
Oggetto del lavoro sarà il racconto da voi inviato: prendendo spunto dal testo, si lavorerà insieme per individuarne punti di forza e aporie, vene aurifere e svolte senza uscita; assecondandone la natura più intima, si cercherà di portarne in quota il linguaggio alla ricerca di un nitore e un arrangiamento personali.
5
C’è altro che dovrei sapere ?
Il Kickstart Service è gratuito, non serve essere iscritti a una comunità virtuale né esibire parole d’ordine.
Il Kickstart Service si ispira alla scuola di pensiero "Non regalare pesci, insegna a pescare".
Il Kickstart Service non è una scuola di scrittura creativa.

Ecco le impressioni di uno fra i primi selezionati:
VIVERE L’ATTESA NELLA STORIA DI CHI SCRIVE
Sentire il bisogno di un consiglio vicino, capire quali angoli smussare e quali superfici levigare. Scrivere non può essere solo un piacere, c’è della tecnica da acquisire e ci sono dei presupposti da considerare!
Chi mi da una mano? Quasi mi rivolgo a quel giovane artigiano bolognese, tal Enrico Brizzi, i cui scritti mi hanno appassionato sin dal primissimo romanzo… E’ andata così.
La voglia di incontrare una persona le cui parole ti hanno stupito, l’esigenza di un parere ed un aiuto di chi, per molti versi, ha contribuito ad alimentare la tua passione per la scrittura.
Va bene, ci provo. Mando tutto a Enrico Brizzi.
Anzi, ci vado direttamente.
A Bologna, sì.
Il 23 Ottobre c’è l’evento “Ad Alta Voce” , laggiù lo trovo di sicuro. C’è scritto anche sul sito.
Questo fu più o meno come iniziò il mio “rapporto” con Enrico. Effettivamente quel giorno di quasi un anno fa, riuscii ad incontrarlo al termine dell’evento bolognese e gli consegnai uno dei miei scritti che avevo accuratamente stampato e rilegato.
“Non preoccuparti Flavio, lo leggerò, nettamente , abbi solo un poco di pazienza, ti farò sapere cosa mi hanno trasmesso queste tue parole”.
Ho pensato di tutto, ero emozionato e felice, inaspettatamente felice.
In quei giorni Enrico stava finendo di scrivere “Nessuno lo saprà”, di lì a poco, mi aveva accennato, avrebbe dovuto consegnare il tutto all’editore.
Ho pensato che, di certo, non si sarebbe fatto sentire subito. Gli impegni non mancano ad un giovane scrittore, nonché giovane marito e novello papà.
Nelle settimane seguenti ho aspettato che arrivasse un e-mail, oppure, nella più pittoresca delle ipotesi, una bella chiamata.
I
l tempo passava in fretta, l’inverno si era già impadronito delle strade e tra me e Bologna solo la nebbia.
Di Enrico nessuna notizia.
Per dire che sì, onestamente, sebbene non abbia mai dubitato che il giorno fatidico sarebbe arrivato, un poco d’entusiasmo l’avevo perso.
Un pomeriggio, forse tra i primi di Gennaio, arriva un messaggio targato Brizzi che m’invita ad avere pazienza : “La miglior qualità della fede e che sia cieca”, così diceva.
Nel frattempo apprendevo via web dei suoi impegni, l’editore che pressa, i tempi di consegna, le date da rispettare e quelle da organizzare.
Inoltre, mentre un libro importante deve avere pubblica luce, per la prima volta una luce nuova la vedono altre due femminucce,ed in casa Brizzi, ho immaginato, ci sarebbe stato parecchio da fare.
L’attesa continua, c’è uno scambio epistolare assolutamente irregolare – te la mando oggi e mi rispondi tra un mese e mezzo.
Nel frattempo sul Maestoso Sito viene ufficialmente annunciata la nascita del “Brizzi Kickstart Service”, iniziativa dedicata ai giovani scrittori.
Funziona così: mandi un tuo lavoro a Enrico Brizzi e se ciò che hai scritto gli trasmette delle emozioni lui ti chiama e vi vedete per discuterne, farne un’analisi, lavorare insieme.
Praticamente quello che avevo fatto.
Quindi, pensai, non rimane che aspettare che Enrico legga ciò che ho scritto e sperare che chiami me.
Il 17 Febbraio, non lo dimentico perché invecchio di un anno quel giorno, sul sito viene annunciato che i giovani F.A. e S.Z. sono i primi fortunati vincitori del “Kickstart Service” e che pertanto si sarebbero dovuti mettere in contatto con la redazione per decidere quale giorno fosse opportuno per il fatidico incontro.
Ma non finisce qui, perché Enrico è pressoché imprevedibile. Come fai a contattarlo se, magari, chissà perché poi, decide di non controllare la posta elettronica per giorni e tenere il telefono spento per settimane?
E se poi, questo medesimo telefono, glielo rubano due volte in quattro mesi?
Silenzi.
Dall’annuncio sul sito che mi aveva, come immaginerete, galvanizzato e rasserenato ai massimi livelli, sono passati altri due mesi prima che ci risentissimo e potessimo organizzare l’incontro.
Chiaro: l’editore aspetta la versione definitiva di “Nessuno lo saprà” e le bambine sono così piccole che non puoi pensare ad altro.
Giorni di silenzio primaverile finchè, esattamente come in inverno, arriva il messaggio inaspettato di Enrico che si scusa delle frequenti scomparse e ti annuncia della possibilità di un prossimo incontro, forse.
Vi accordate per un giorno d’Aprile, le dieci di mattina al bar XXX, nei pressi dell’abitazione di Enrico, che a me, non so perché, prima ancora di arrivarci, aveva ispirato il ricordo di come avevo immaginato determinati bar nizzardi raccontati in “Bastogne”.
Quarantacinque minuti di attesa e cinque sigarette fumate, poi arriva lui.
Io sono un po’ emozionato, all’inizio intimidito ma bastano pochi minuti per sentirmi completamente a mio agio.
Facciamo colazione e ci spostiamo verso i giardini Margherita e come i peripatetici passeggiamo raccontandoci.
Ho con me carta e penna, nello zaino ci sono anche un paio di racconti ed al momento opportuno ci sediamo e con una birra di fronte Enrico chiude gli occhi ed io inizio a leggere.
C’è da considerare il carattere artigianale della scrittura, la caratterizzazione dei personaggi e l’onestà da mantenere nei confronti del lettore.
Enrico mi spiega della potenza delle parole, della loro bellezza e di come renderle efficaci.
C’è tempo per leggere e correggere ma anche per quasi perdere un dito della mano sinistra mentre si affettano dei salumi e c’è spazio per pranzare insieme, adottato per un giorno da una famiglia giovane.
Non manca nemmeno il tempo per chiudere la porta dell’ex-ripostiglio grande e stare insieme, chiacchierare di noi ed ancora di scrittura, vedere in super-anteprima le tavole di Manfredi ed ascoltare dei brani in preparazione dei Frida X, prima ancora che inizi il tour estivo e l’ultima fatica di Enrico venga pubblicata.
E tante altre belle emozioni.
Fino a quando, nel tardo pomeriggio, salgo in Vespa con lui e poco dopo, in prossimità della mia auto, ci separiamo.
Lo saluto e trattengo l’emozione, mentre lui sfreccia, chiaramente in ritardo, verso il luogo di una presentazione della quale si era dimenticato.
Questo e molto altro è ciò che può succedere mandando un proprio scritto ad Enrico Brizzi.
Vivere la storia di chi scrive, rimanere sospesi nel silenzio per mesi e ritrovarsi, quando meno ce lo si aspetta, ricoperti dal candore e dall’umanità di questa persona fantastica.
Per me è stata un’esperienza indimenticabile, un reale aiuto per quanto riguarda lo stile e la tecnica della scrittura e soprattutto la scoperta di Enrico Brizzi, un uomo vero di parole e fatti.
Ragazzi che scrivete, coltivate i vostri sogni e provate ad inseguire un’occasione come questa che è stata per me una delle più belle ed importanti in venticinque anni di vita.
Flavio Allegretti, ottobre 2005
|
|