Marza by Brizzi

IL NUOVO LUPO MANNARO
RISVOLTO DI COPERTINA DI ENRICO BRIZZI PER “PICCOLE TENEBRE”, TRITTICO DI ROMANZI BREVI DI LORENZO MARZADURI (Baldini & Castoldi 1996).

Il nuovo lupo mannaro del thriller à la bolognese lo conoscete, no? Lorenzo Feelgood Marzaduri, in arte il Marza.
Il Marza scrive racconti e romanzi, lavora a sceneggiature su determinti scenari bolognesi poco noti.
D’altronde al di là delle mitologie pieghevoli, è la città che è poco nota. Qualcuno la crede paradisiaca, figuratevi.
In passato, il bolognese Marza aveva pubblicato per Transeuropa libri che erano puntualmente finiti nel mio zainetto di lettore.
Sergio Rotino contro Rommel e Benito Adolfo Castracani (1989), oltre ad avere uno dei titoli più caleidoscopici in assoluto, è stato anche ristampato da Mondadori in versione economica nel 1992.
Rito mortale, sempre del 1989, è il terrore allo stato puro su per i colli di Bologna, che da secoli fanno finta di dormire e in realtà nascondono più di quanto non mostrino: un bel paesaggio subpadano, qualche villa silenziosa e gli ultimi cinque scoiattoli della zona. Il resto, e questo Marza l’ha capito meglio di tutti gli altri, si muove dietro i muri assolati, in mezzo ai cespugli, giù per quelle sterrate irte di divieti artigianali. Qualcuno ha smesso le passeggiate solitarie fuori porta, dopo avere letto Rito mortale, i più lungimiranti hanno salutato la prova matura di un autore di culto.
Nel 1990 Marza ha dato alle stampe Clapton, la sua prima raccolta di racconti, e una storia di quel Clapton (l’incubo proppiano di Cappuccetto Rosso) è servito anche per questo Piccole Tenebre.

Il Marza è il nuovo lupo mannaro, e nelle serate speciali veste un impermeabile bianco davvero incredibile, ingombro di baveri e bottoni, gonfio in quasi tutti i i punti sbagliati. Ci abbina il cappellaccio nero, ed ecco che la città si fa altra. Comprendi il tuo essere formica in un formicaio gigantesco: ovunque camere protette da porte chiuse, finestre sigillate.
Il gioco è proprio questo: indovinare chi c’è e cosa succede dentro ognuna di queste camere (singole, matrimoniali, da bambini, d’adolescente, da studente, d’albergo, con vista panoramica o, piuttosto, soffitte semicieche d’artisti poveri) senza spiare dalla serratura, senza arrampicarsi al davanzale della finestra rimasta aperta. E badate che tutto succede con naturalezza, perché il Marza la città la conosce davvero bene, e quindi non ci sono forzature, né stridori, né. Quel tipo di sguardo ti sembra naturale, e basta.
Come un voyeur che non ha interesse a vedere cosa c’è davvero, ma controlla meticolosamente tutti gli indizi, formula un’ipotesi e la corregge finché tutto non quadra: se c’è abbastanza intelligenza e costanza, la visione sarà incomparabilmente più chiara di quella rubata al buco della serratura.
Altre volte, per ghigna e physique du role, lo direste una sorta di pub rocker contnentale, esperto conoscitore di opere e giorni, soavità e tarchiatezze. Da sbarbo il Marza era dentro una vera band, e rimpiango di non averlo mai visto all’opera su un palcoscenico.
Per fortuna stiamo parlando di un grande cuore che non si è mai fatto pregare per un unplugged estemporaneo.
Una certa notte di compleanno, il Marza trasfigurato in Joe Cocker stile 1969 ha strappato applausi anche ai più parsimoniosi. Gli Stones sono il suo cavallo di battaglia, ma è stato fatto onore anche ai massimi Who. La trance collettiva è arrivata più tardi, con una versione psicotica e maestosa di Helter Skelter; il Marza in quel momento era qualcosa d’altro, paonazzo come il trombettiere del Giudizio, apparentemente altrove, il corpo torto come quei Capitan Harlock di gomma, con lo scheletro in fildiferro, che vendevano al mare.
(In quel momento ho pensato che spesso si abusa della parola mitico, e l’inflazione ce la rende ingrata anche nei casi in cui getta una luce adatta. Perché quella parola lì, per il Marza, non sarebbe mica fuori luogo.)

Il Marza è davvero bravo, se volete sapere la mia. Non scrive per fare la ruota come certi auteurs che si affannano a promuovere il proprio editore in televisione.
Voglio dire, si capisce da molti elementi che il suo è un bisogno sincero. Basterebbe l’aria seria che assume quando parla della propria postazione di scrittura. Avrà le sembianze di un comune tavolo con computer, suppongo, ma la intuisco scoglio solidissimo in mezzo alle mareggiate della vita quotidiana ai tempi delle Spice Girls.
Il Marza sa che occorre scrivere bene perché le cose vanno, in qualche modo, molto ma molto male. Oltre al fatto che occorre scrivere tout court, perché le cose rischiano di essere dimenticate troppo in fretta.

ROMANZI E RACCONTI
 

RITO MORTALE
Ancona, Transeuropa, 1989

SERGIO ROTINO CONTRO ROMMEL E BENITO ADOLFO CASTRACANI
Ancona, Transeuropa, 1989

CLAPTON
Ancona, Transeuropa, 1990

BUIO
Bologna, Metrolibri, 1992
Illustrazioni di Giuseppe Palumbo

HEY JOE
Bologna, Granata Press, 1993
Illustrazioni di Onofrio Catacchio

PICCOLE TENEBRE
Milano, Baldini & Castoldi, 1997

L’ALTRO NOME DEL ROCK
(di Enrico Brizzi e Lorenzo Marzaduri)
Milano, Mondadori, 2001

ANTOLOGIE
 

DIECI RACCONTI: PER UNA RIVISTA DI NARRATIVA
Bologna, Editoriale Mongolfiera, 1989
A cura di PINO CACUCCI.
Titolo del racconto inserito: "FILMCRITICA"

I DELITTI DEL GRUPPO 13
Bologna, Metrolibri, 1991
A cura di MASSIMO MOSCATI. Coautori: P. CACUCCI, C. LUCARELLI, L. MACCHIAVELLI e altri.
Titolo del racconto inserito: "UN GIORNO NELLA VITA"

SUPERGIALLO MONDADORI PRESENTA: INVERNO GIALLO 1996
Milano, Mondadori, 1995
A cura di ANDREA CARLO CAPPI. Coautori: P. FARINOTTI, A.G. PINKETTS, C. LUCARELLI e altri.
Titolo racconto inserito: "CHANGELIN

SALVACION. GIALLI RELIGIOSI
Casale Monferrato, Piemme, 1996
A cura di FULVIO PANZERI e ROBERTO RIGHETTO. Coautori: R. BARBOLINI, A. FERRACUTI, C. LUCARELLI, M. MILANI, F. PARAZZOLI, C. PIERSANTI, S. TAMARO, A. TAMBURINI,e altri.
Titolo racconto inserito: "NON VUOLE RICEVERE LA MIA CONFESSIONE?"

RIVISTE ANNI ’90. L’ALTRO SPAZIO DELLA NUOVA NARRATIVA
Ravenna, Fernandel, 1999
A cura di PIERSANDRO PALLAVICINI. Coautori: E. ALOIA, G. BEZZATO, C. PACE, e altri
Titolo racconto inserito: "L'APOCRIFO"

COLLABORAZIONI A RIVISTE
 

ESQUIRE
Collaborazioni dal Gennaio 1990 al Febbraio 1992
Tra i racconti pubblicati: "HOT LORD" (Agosto/Settembre 1990), "L'ARTE DI ODIARE" (Novembre 1990), "IN TORTA COL PADRETERNO" (Dicembre 1990), "LO SPIRITO DEL ROCK 'N' ROLL" (Gennaio '92), "ZIO" (Aprile '92). E inoltre: editoriali, interventi, recensioni.

NOVA EXPRESS
Collaborazioni dall’ Aprile 1991al Novembre 1993
Tra i racconti pubblicati: "RICORDA CON RABBIA" (illustrazioni di Menotti, Gennaio/Febbraio 1992) e "Inadempienza Scolastica" (illustrazioni di Otto Gabos, Aprile '92).
Sceneggiatura per il racconto a fumetti "CARROZZINE D'ARGENTO"
(Co-sceneggiatore: Augusto BRUNI, Disegni: Davide TOFFOLO).
Pubblicazione in quattro puntate dall'Agosto al Novembre 1993.
E inoltre: recensioni ed interventi vari.

LINUS
Collaborazioni dal Febbraio 1998 al Dicembre 1998
Racconti della serie " I CASI DELL’ISPETTORE GIORGIO”. Illustrazioni di D. Maramotti.

TUTTO
Collaborazione al n.°7 - Luglio 1999 - Titolo del racconto inserito: "LES"

PRIVATE
Collaborazione al n.°22 - Inverno 2001/2002 - Titolo intervento: "MEMORIE"

FUMETTI
  Marvel Italia, per la serie "CONAN IL BARBARO"
Collaborazioni alla sceneggiatura dal 1996 al 1998
RADIO
  Radio Città del Capo, 96.3 mhz FM - Bologna
Collabora alla conduzione della trasmissione "CROCE DEL SUD", dal 1989 al 1995.