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Jack Frusciante è uscito dal gruppo

JACK FRUSCIANTE É USCITO DAL GRUPPO
“(La forza) dietro Jack Frusciante era l’esigenza molto immediata di raccontare una cosa che avevo vissuto e che, alla fine, era stata segnata da una separazione. Dopo, e lo sapevo benissimo nonostante provassi a dirmi il contrario, quasi niente, per me, sarebbe stato più come prima. Avevo diciassette anni, nell’esistenza vera, e quella sensazione d’irrimediabilità delle cose io non sapevo neppure che nome avesse…”

Da “Il mondo secondo Frusciante Jack”

Bastogne

BASTOGNE
“Sto parlando di perdite. E di aperture improvvise anche di conoscenza. Di quando qualcuno ti apre gli occhi… Non ho più provato delle vertigini così, e non sto parlando solo di eventuali cattivi maestri, sto parlando anche di buoni maestri” “Approfittiamone. Prendiamoci questo cavolo di rischio e facciamolo. Facciamolo esattamente così e proprio così. Non un po’ all’americana, un po’ mediato. Facciamolo non mediato”.

Da “Il mondo secondo Frusciante Jack”

Tre ragazzi immaginari

TRE RAGAZZI IMMAGINARI
“Si tratta di una cesura vera nella mia vita che ho sentito di aver attraversato, anche se non so esattamente a cosa corrisponda, perché non c’è nessuna famosa barriera dei 21 anni o dei 22 anni. Però, all’improvviso, ho saputo che mi trovavo in un posto diverso da tutti quelli in cui sarei potuto capitare se un editore non avesse mai pubblicato Jack Frusciante… .
E poi in Tre Ragazzi Immaginari ho provato a sperimentare una commistione di stili, dal tono ampio e lirico del narratore semiepico al grattugiato talkin’blues finale di Ars Aruspicina…
E’ stato come prendere più libertà ancora”.

Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile

ELOGIO DI OSCAR FIRMIAN E DEL SUO IMPECCABILE STILE
“Oscar è stato il romanzo più divertente da scrivere. C’è un arco di trama, la ricerca di Deltoid, sul quale si innesta un secondo tema più sentimentale, il tutto tenuto insieme dal vero motore del testo, e cioè la voce narrante dello schizoide e torrenziale Gabrio Spichisi, forse un uomo da cui non comprare una automobile usata, ma tenace e visionario come solo i migliori pards della classicità bisognosa”.

L'altro nome del rock

L'ALTRO NOME DEL ROCK
“Le nove storie de l'Altro Nome del Rock sono storie dedicate a chi vive scaldandosi al fuoco della musica.
Si tratta di omaggi ad altrettanti musicisti che Marza e io abbiamo conosciuto.
Per le povere categorie argomentative dell'oggi questi personaggi sono losers, ma la chiave del libro, e la sua luce, stanno nel fatto che ognuno di quei cosiddetti losers, nel proprio non darsi per vinto, è vicino in modo esiziale alla più grande delle vittorie.”

Razorama

RAZORAMA
“Solo una persona che si trovasse a metà strada fra il nostro mondo razionale e nichilista e quello magico e mistico dei Malgasci, una persona che -come un ponte- avesse salde radici su entrambe le sponde, poteva essere il messaggero di una storia del genere. Sulla riva del canale, nel cielo terso d’una notte di primavera australe a milioni brillavano le stelle, e l’uomo che da molti anni aveva voltato le spalle al mondo dei bianchi, in modo sommesso prese a raccontare la sua storia di viaggi per mare e tradimenti e presagi”.


NESSUNO LO SAPRA'
"...Eri partito con l’idea di scrivere una guida di trekking. Al tuo ritorno, il primo giorno in cui ti sei seduto al computer, hai scritto senza accorgertene di te e tuo fratello, di quello che avevi lasciato a casa e dell’incertezza che sentivi. A sera ti sei accorto che quel che avevi scritto non somigliava a una guida di trekking, ma al primo capitolo di un nuovo romanzo.
E così, come non facevi da molti anni, anziché domandarti come sarebbe andata a finire la storia, hai semplicemente seguito l’onda del ricordo e la spuma d’emozioni dolci e dolorose che portava con sé verso riva..."


IL PELLEGRINO DALLE BRACCIA D’INCHIOSTRO
Nato dall’esperienza reale del viaggio fra Canterbury e Roma (primavera-estate 2006), Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro proietta il lettore nel tempo senza tempo della marcia attraverso le Alpi, lungo le rotte dei viandanti medievali, attraverso le contraddizioni della nostra epoca e quelle che ognuno di noi si porta dentro.
L’incontro con la stupefacente figura di Bern, il pellegrino solitario e tatuato evocato nel titolo del libro, incrinerà le certezze dei protagonisti fino a renderli, come gli antichi viatores, uomini diversi da quelli che son partiti poche settimane prima...
Un grande romanzo on the road, e il libro che la critica ha salutato come la prova di un Brizzi ormai narratore maturo, in un coro che ha unito Famiglia Cristiana a Tuttolibri, Il Foglio a L’Unità e Liberazione.


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