| «CUORE»,
numero ?, gennaio 1995
SGARBI UNPLUGGED
L’unico uomo che penetra le donne con la
propria cultura ammicca sornione sulla allucinante copertina rosso-oro
del cofanetto ‘Poesie d’amore’, contenente un
libriccino di versi d’amore di Marvell, Donne e Shakespeare
e un cd in cui si può ascoltare l’onorevole Sgarbi
declamare le liriche.
La registrazione non è granché, ma soprattutto Sgarbi
è un Casanova monolitico, vecchio stile, come quei bidelli
delle medie che fanno i complimenti alle ragazze. Idee nuove, zero.
Autoironia, neanche a chiederglielo in ginocchio. Fedele all’imitazione
di se stesso, autoreferenziale come solo certi abitanti della tv
sanno essere, Sgarbi ti salta fuori colle poesie d’amore (che,
lette da uno ‘dotato di una voce corposa e modulata’,
fanno correre certi brividi…) e il libretto tipo baci Perugina
-con interessante panegirico iniziale.
Qualche fan si chiederà perchè mai affidare parole
sublimi a un supporto così vile, senza capire che il nostro
Prometeo vuole fare arrivare brividi di ‘amore, passione,
morte’ in tutte le case d'Italia.
Un giorno, forse, gli saremo grati.
Per averci regalato un capitolo imperdibile della storia trash d’Italia
possiamo ringraziarlo fin d’ora.
Vittorio Sgarbi
Poesie d'amore (libro + cd)

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