| «MATTINA»
- Inserto de L’UNITÁ per l’Emilia-Romagna, 28
novembre 1995.
Rubrica “Fuori dal gruppo”
ALLA DERIVA CON “MIND INVADERS”
Si può bere un
milkshake alla fragola seduti al piano sopraelevato di un fast food,
per esempio ascoltando il nuovo pezzo di Jovanotti, in cui il giovane
maître à penser della sinistra italiana imita spudoratamente
i Mano Negra. Tra le altre opzioni, oltre al “Roxy Bar”
di Red Ronnie e il definitivo consegnarsi alle sostanze stupefacenti,
c’è il progetto Luther Blissett: è gratis, non
occorre iscriversi da nessuna parte, non ci sono né capi
né segretari. Tra gli altri benefits, resta inteso che sarà
tutelato al massimo grado il vostro diritto all’anonimato.
Su Luther Blissett non occorre dire niente di più, se non
che l'Emilia Romagna è il principale bacino d'ispirazione
delle energie blissettiane; il triangolo druidico Vergato-Suzzara-Codigoro
giace quasi interamente sul territorio regionale e non pochi aderenti
al progetto traggono ispirazione muovendosi sulla Ley-line etrusca
Pistoia-Pracchia-Marzabotto.
Se parliamo di Blissett oggi è per segnalare il convergere
delle anonime energie di alcuni affezionati nella compilazione del
volume lisergico “Mind Invaders - Come fottere i media”
, recentemente uscito per i tipi di Castelvecchi, editore particolarmente
attento alle svariate tematiche del post-postmoderno. Il volumetto,
collettivamente firmato col “multiple name” si snoda
come un percorso onirico dalla morte di Ray Johnson, padre dell'arte
postale, fino a una vagheggiata “Ipocalisse”, definitivo
punto zero della storia dell’“individuo” e contemporanea
apertura dell’era del “condividuo”, dell’unità
significante in quanto aperta all’ibridazione, alla mescolanza
e alla mistificazione.
Blissett fornisce al lettore profano un'utile autopresentazione:
“le uniche armi di cui si serve sono quelle della guerriglia
psicologica. Il suo obiettivo è quello di ‘portare
il panico nei santuari del potere’, insinuare anticorpi nel
sistema di falsificazioni e menzogne che le società avanzate
edificano per estendere il loro controllo poliziesco sulle identità,
le vite e i consumi di milioni di cittadini”. Dopo aver letto
“Mind Invaders” constaterete che, come cantavano i Gang,
“nulla sarà più come prima”. Buona deriva.
Enrico Brizzi 1995

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