| «COMIX»,
serie Tutto da fumare, stagione 1995-96.
TUTTO DA FUMARE: AFTERHOURS/DODGY
Afterhours, GERMI
Premetto che non amo particolarmente i dischi che affiancano tracce
superprodotte a registrazioni fatte in casa, magari sul vecchio
quattro piste. Nonostante questa mia idiosincrasia (la produzione
è in realtà di alto livello), Germi degli Afterhours
è un bell’album.
Il gruppo ha un curriculum eccellente, rarissimo in Italia, e infatti
non suona molto come una band nostrana (a parte i testi, tutti cut-up
in italiano): concedono pochissimo all’imperversante metal
venato di funky, sciagurata via italiana al rock, e si fidano piuttosto
di chitarre potenti e suoni sporchi da vecchio amplificatore valvolare.
Tra le tracce, alcuni gioielli. Ottima la cover di Rino Gaetano
(‘Mio fratello è figlio unico’), ma la grande
cosa sarebbe se ‘Pop’, ruffianissima ballad elettrica
-la prima volta che l’ho ascoltata mi sono messo a urlare-
riuscisse a entrare nel circuito della programmazione radiofonica
major: i Litfiba potrebbero prendere le loro chitarre e tornarsene
a casa.
MA QUALI LITFIBA?
Dodgy, HOMEGROWN
Ecco i nuovi Beatles, ecco il grande talento che accoppia invenzione
musicale e fruibilità pop.
L’hanno detto per gli Oasis, per i Blur, per le Elastica.
Pur apprezzando (variamente) le tre band sovracitate io la mia scommessa
la farei invece sui Dodgy, trio inglese che ha licenziato l'anno
scorso queste ottime undici tracce su lp.
Un signore coi baffi che ho incontrato al museo egizio mi ha detto
“Ci sono almeno tre ragioni per cui questo è un magnifico
album”, poi, senza riuscire a finire la frase, è morto
sul colpo.
Tanto per dire che questo è un gran bel disco, facile facile
da ascoltare. E piace a tutti. Al centesimo ascolto vi rendete conto
che avete per le mani qualcosa di geniale.
La cosa cresciuta in casa di cui si parla nel titolo è ovviamente
la ganja, come esplicato dal pratico miniposter interno, tutto foglione
e rizla. Benvenuti nel mondo facile dei Dodgy e… attenti ai
musei egizi.
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