© Enrico Brizzi ottobre 1998 per Il Corriere Scuola.

COSA FARE A BOLOGNA QUANDO SEI VIVO

I-Denver
È un film uscito forse quattro anni fa, una di quelle pellicole americane che non sei andato a vedere al cinema perché il titolo pareva troppo surreale. Io lo noleggiai forse ier l’altro con certi amici, e presto, quattro ch’eravamo, fummo incantati.
Il titolo è nichilista: Cosa Fare a Denver Quando Sei Morto.
Steve Buscemi è uno smilzo killer in trasferta capace di massacri barocchi, Cristopher Walken fa il boss raffinatissimo in sedia a rotelle, ma il protagonista in senso stretto è l’occhio maffo di Andy Garcia nella parte di Jimmy il Santo. Il bravo Garcia non sta fermo un attimo, si scatena in ogni direzione per tutto il film, tanto che alla fine non capisci bene se è un papavero della mala dallo spiccato senso etico, un seduttore dalle idee assai chiare o un vitalista new age che strizza l’occhio alla tecnologia.
Sì, perché in poco più di un’ora e mezza Andy Garcia rivisita con gran talento quasi tutti i loci dell’action movie: mette insieme una squadra di pazzi (lo ricordate ne Gli Intoccabili?), seduce in cinque minuti memorabili un’ottima cerbiatta dei quartieri ingenui, insegna l’autostima a una tossica da marciapiede, corre in macchina, semina morte e speranza. Dopo Le Iene di Tarantino, tragedia greca in completo nero e tuxedo, finalmente un buona Chanson de Roland ambientata in Colorado.

II-Bologna
Dovete sapere che a Bologna hanno pensato bene di ripulire il centro storico dal degrado. Il degrado significa i tossici che si fanno in pubblico e gli extracomunitari sospetti.
Così ultimamente il degrado si è spostato in zone più defilate, per esempio i parchi del mio quartiere.
Oggi c’erano due garzoni che si pungevano le braccia seduti all’ombra dei cipressi: uno teneva la siringa graduata in bocca, l’altro si credeva una sentinella e guardava brutto chiunque passasse a tiro.
Pareva di essere tornati indietro tipo nell’Ottantotto, quando io ero un monello educato e le spade al parchetto erano in gran voga.
Così mi è venuta su una certa tristezza, e rabbia anche contro questi sciocchi che non imparano mai Cosa Fare a Bologna Quando Sei Vivo.
Voglio dire, non c’è bisogno di perderci il cervello. Vanno bene anche cose semplici, e se ti metti in ascolto saranno i luoghi stessi a sussurrartele, i portici che hanno protetto i nostri antenati e il profilo morbido dei colli.
Questi luoghi ti parlano di libri già scritti e di amicizia, del tempo che non ritorna e del futuro nascosto dietro la curva, di notti lente, vino e sorpassalti d’amour.

© Enrico Brizzi ottobre 1998 per Il Corriere-Scuola.

BACK TO SCHOOL

FALLING IN LOVE AGAIN???

CARNET D’ALLEMAGNE

MENTRE SCRIVO QUESTE RIGHE

LE PAROLE D’UN VECCHIO SIGNORE

TOP OF THE POP

IERI MATTINA SONO ANDATO IN CENTRO

STATION TO STATION

COSA FARE A BOLOGNA QUANDO SEI VIVO

GIORNALE IN CLASSE PER IL CORRIERE