© Enrico Brizzi 1999 per Il Corriere Scuola

MENTRE SCRIVO QUESTE RIGHE

Mentre scrivo scorrono i giorni d’emergenza pre-capodanno (“andiamo a una festa carichissima”, “non ho ancora deciso cosa mettermi”, “a capodanno si diverte solo chi di solito non esce”, “m’è venuta un’idea per il trentun dicembre del ’99”, et cetera), e gli amici si dedicano alle laboriose attività dell’inverno telematico.
Qualcuno spedisce senza sosta e-mail augurali ai web friends, qualcuno s’affossa sulle tracce dell’archeologa Lara Croft, altri navigano alla ricerca di siti ultraspecifici per scaricare video, canzoni, programmi o approfondimenti sul romanzo gotico vittoriano, utillimi per l’esame venturo di letteratura inglese.
In generale, mi pare che si spalanchino più spesso le vivide finestre dei computer di quanto non si faccia con le tradizionali aperture che si spalancano sulle pareti esterne per dare aria e luce alla stanza.
Oh, fratelli, non che il sottoscritto non abbia perso la ragione dietro Civilization II (che sottile brivido d’onnipotenza fondare città e lanciare ponti oltre i fiumi! Mi par d’essere diventato un vero conducator, a forza di costruire colossi di rodi e giardini pensili… certo, edifico università e granai, penso alla prosperità del mio popolo, ma se qualcosa m’innervosisce muovo guerra ai Cartaginesi e ne cancello la civiltà), non che il vostro affezionato cessi di stupirsi del salto triplo tra lo spartanissimo Vic 20 e le moderne tecnologie, però – mi perdonino gli irriducibili nerds – la migliore qualità d’euforia, l’euphoria gran cuvée, mi coglie nel mondo reale.
Anch’io mi dedico a modeste navigazioni (anche se credo l’espressione esatta nel mio caso sia ‘cabotaggio’), anch’io mi straluno e trasalisco per le conseguenze d’un doppio click, ma quando vedo che c’è in giro gioventù tremula che crede alle fole tipo nemici nella vita innamorati in rete, quando sento parlare di sandre bullock che optano per la simulazione globale anziché scendere al bar ad allietare la brigata, ecco che spunta fuori il mio vecchio animo luddista: voglio un mondo di odori e colori, voglio abbeverarmi di vicinanze e sensazioni che le vecchie macchine e i bravi microprocessori non sanno regalarmi.
M’interessa il virtuale, ma giù in strada è – come dire? – ancor più realistico. Nei treni e nei parchi. Nei pub e nelle biblioteche. Ai concerti e negli stadi. Storie vere. Che si incrociano, e se ci fai attenzione puoi anche capire in anticipo quando potrebbero convergere.
Se ci fai attenzione riconosci i momenti chiamati ‘occasioni’ per entrare con gentilezza nella vita di un’altra persona.
E il primo baciarsi davanti a una stazione forestiera lascia nell’anima sogni e suggestioni così diverse dalle simulazioni e feticci in 3-D.
(Mentre leggete queste righe 10.000 ragazzi allegri stanno inalando i vapori della loro playstation: derapano sulla chevrolet di GT e vincono la corona intercontinentale di muai thai nei panni del giapponese Musashi.
Mentre leggete queste righe 500 intellettuali olistici si confidano via chat-line con un individuo neozelandese di cui non è chiaro né il sesso né l’età.
Mentre leggete queste righe, nel semibuio d’un sottoscala, 50 oscuri impiegati raccolgono i vostri dati personali, schedano, interpretano e sottopongono a elaborazione.
Mentre leggete queste righe un numero imprecisato di onanisti a corto di fantasie s’affannano sulle videate osé di www.pussy.com).

© Enrico Brizzi 1999 per Il Corriere Scuola

BACK TO SCHOOL

FALLING IN LOVE AGAIN???

CARNET D’ALLEMAGNE

MENTRE SCRIVO QUESTE RIGHE

LE PAROLE D’UN VECCHIO SIGNORE

TOP OF THE POP

IERI MATTINA SONO ANDATO IN CENTRO

STATION TO STATION

COSA FARE A BOLOGNA QUANDO SEI VIVO

GIORNALE IN CLASSE PER IL CORRIERE