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Italia. Diario on-line Mtv Day 1998.
QUEL GIORNO ALL’ARENA PARCO NORD
Se Mtv festeggia il suo primo compleanno a Bologna chi potra' mai
raccontarlo meglio?
Prevedibile ma vero, l'emittente-culto Music Television
ha deciso di festeggiare il primo compleanno della filiale italiana
a Bologna, la citta' che piace ai giovani, ai matusa e al governo.
Io ci sono stato con l'amico Federico M., e noialtri quasi ventiquattrenni
eravamo tra i piu' vecchi della combriccola: in compenso gli juniores
erano convenuti a migliaia. Si vedeva ch'erano felici di esserci,
saltavano anche senza musica e per vestirsi s'erano ispirati quasi
tutti al look europop: pantaloni bracaloni da regista e magliette
Adidas old fashion per i boys, per le ragazze invece t-shirt aderenti
con le maniche in contrasto, oppure l'ormai universale canottiera
a costine bianche, che esalta le curve acerbe e fa apparire le piu'
formose. Reggiseno scuro, nero o blu di Prussia, scarpe e accessori
puma o vans o airwalk.
Mentre suonavano i Blindosbarra, l'arena del Parco Nord si riempiva
vieppiu' di teste giovani e animule scalcianti, come a celebrare
il tramonto d'una estate rockéra aperta dal concerto monster
di Vasco Rossi a Imola, quando siamo stati censiti in centodiecimila
(senza contare i grappoli di portoghesi).
Mentre suonavano i Marlene Kuntz, che col tempo non perdono il buon
gusto aspro, si son viste le vecchie scene da concerto rumoroso,
le pogate e qualche tentativo di stage-diving. Vista dal fianco
della collina, la folla era come un mare in burrasca, e della burrasca
potevi riconoscere le due anime: una sonica che s'infrangeva contro
il palco dei Marlene, sotto la statua elettrica di Cristiano Godano,
mentre l'altra, dimentica della propria natura d'uragano, lambiva
il gazebo dei videojays con gridolini e altre isterie giovanili.
Mentre suonavano gli Ustmamo', qualcuno ha osservato che il raduno
di Mtv, rispetto alla videomusica tradizionale, aveva il difetto
di non conservare l'uso del telecomando per riparare altrove. Cosi'
ho bevuto fino in fondo l'amaro calice, rimpiangendo le antiche
produzioni leonkavalline degli Ustmamo' e il tempo andato in genere.
Il pomeriggio si e' riacceso quando sul palco son montati gli invocatissimi
Bluvertigo, quelli che cantano parole fuori dal tempo (tipo Battiato
giovane) su musichette dense di ricami Camerini e Depeche Mode.
I Bluvertigo piacciono a tutti. Li trovo rilassanti, autoironici
e mi fanno venir voglia di ballare. E infatti ho ballato…
Alla fine, rassicurati sull'esistenza di rock band non moraliste
in Italia, io e l'amico Federico M. ci siamo diretti verso il quartiere,
che' bisognava giocare la partita del venerdi' contro certi ambiziosi
vulnerabili in contropiede.
Erano quasi tutti juniores, pero', prima di uscire definitivamente
dal parco Nord, ho lanciato un ultimo sguardo a quella burrasca
che sarebbe andata avanti senza di noi.
Enrico Brizzi 1998
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