| «MUSICA!»,
supplemento de La Repubblica, ??
DAVE NAVARRO È USCITO DAL GRUPPO
Certi amici che bazzicano internet me ne avevano
gia' parlato qualche tempo fa.
Forse la notizia l'avevo letta anch'io su qualche foglio in forma
di fanzine, o forse l'ho soltanto sognata in una notte di primavera.
Fatto sta che Dave Navarro e' uscito dal gruppo e Jack Frusciante
rientra nei Peppers, mi dicono.
Fantastico, dico. Oppure dico Miticous, con la ous finale che fa
americano un bel po'.
Comunque sono contento.
Navarro e' fior di chitarrista, e puo' essere particolarmente orgoglioso
del suo passato acido e barocco al fianco di Perry Farrel.
Pero' Frusciante resta Frusciante, e Navarro mica ci ha suonato,
nel piu' grande album degli anni Novanta, la pozione resuscitamorti
che porta il nome di Blood Sugar Sex Magik.
Navarro mica c'era, a incendiare le polveri senza averne l'aria,
ai tempi in cui Give It Away suggeriva che c'era qualcosa di diverso,
la' fuori, diverso dal prussianesimo della scuola e dalla triste
mazurka delle resposabilita'. C'era invece Frusciante, elegante
come un dandy dell'ultima ora, perlopiu' in calzoncini e bombetta,
a indicarti la via mentre suonava tutto sbilenco.
E poi Navarro mica l'ha fatta, la mossa di smollare la band quando
stava sul tetto del mondo.
Lontano da me incolpare chi rimane a presidiare la posizione, ma
una cosi' clamorosa richiesta di quiete rende unico e umanissimo
il signor Frusciante, (Da intitolarci un libro, quasi. Pero' lui
lo chiamerei con un altro nome. Come perche'? Per mescolare un poco
le carte, no?).
Dave Navarro. Io a quell'uomo voglio bene come a un cugino, credetemi.
Non ho animosita' nei suoi confronti. D'altronde non si puo' mica
odiare, un cugino. Nemmeno se e' un talentuoso gentleman d'origine
ispanica che va in giro a pavoneggiarsi col pizzetto alla Zorro?
Nemmeno.
Gags a parte, Navarro e' grande.
Il punto e' che i Peppers nell'ultimo album, che s'intitola "Un
Caldo Minuto", mi son piaciuti mica tanto.
Bravi come sempre, eh, pero' un po' troppo - come dire - ritratti.
Doloranti, tipo, mentre io cercavo da loro la stessa energia che
m'aveva incendiato l'esistenza quand'io ero teenager e loro impazzavano
alla grande, nudi col calzino aggiustato sulle vergogne. Aggiungete
che quel caldo minuto e' stato atteso per la bellezza di quattro
anni, e capirete come la sete di Red Hot Chili Peppers sia piu'
viva che mai.
Il ritorno di Frusciante mi parla di una band che ha voglia di stupire
ancora, scalciante e oltraggiosa come li desidera chi, almeno una
volta, ha preso in mano una bomboletta spray per disegnare su un
muro l'asterisco con la sigla RHCP.
Il titolo del nuovo album, "Californication", fa ben sperare
in questa direzione.

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