| «DONNA
MODERNA», dicembre 2000.
LETTERA A BOLOGNA
11 dicembre 2000
Cara Bologna,
apprendiamo in questi giorni che, a sentire il Sole- 24 ore, sei
la più bella tra le pulchre città d’Italia,
quella in cui la vita è più lieve e generosa.
Certo i complimenti riempiono d’orgoglio anche quando sono
quasi scontati, ed è sempre bene ringraziare, ma per noi
che ti conosciamo da sempre, cresciuti al riparo dei tuoi portici
generosi, abituati a farci cullare dalle tue notti grasse, questa
incoronazione non è una novità.
Lo sappiamo da sempre quanto sei bella, o almeno dalla prima volta
che ti abbiamo trovata al ritorno da una breve vacanza estiva, impercettibilmente
cresciuti e capaci di guardare con occhi nuovi.
Più grandi, ci siamo resi conto di come, oltre ad essere
la nostra bellissima fidanzata eri anche la nostra mamma premurosa.
Ti occupavi con scrupolo della nostra istruzione, della qualità
della nostra vita, non sceglievi mai a caso. “Donna emiliana
di zigomo forte”, ponderavi, verificavi, massaia sapiente
nel far quadrare l’utile della casa e il diletto dei figlioli.
Sei una fidanzata e sei una mamma, e io, con l’amore di chi
ti ha dedicato poesie segrete e ha scandito il tuo nome in quasi
tutti gli stadi, vorrei chiederti solo di tornare a essere ospitale
come un tempo, gentile con chi arriva qui per studiare o in cerca
di lavoro.
Se riuscirai a farlo, anziché appassire di diffidenza come
certi anziani solitari, sono sicuro che invecchierai circondata
dall’affetto di tutti, e allora sarai magnifica anche tra
vent’anni.
Un bacio,
uno dei ragazzi di Saragozza Avenue
Enrico Brizzi 2000.

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