IL RITORNO
AFICIONADOS


Dopo l’uscita del romanzo ho ricevuto molte lettere: alcune di lettori che reagivano, altre che segnalavano refusi (grazie, ne abbiamo tenuto conto nella seconda edizione), quacuna persino da ragazzi che si sono riconosciuti nei personaggi secondari del libro.
Ecco alcuni fra i messaggi più significativi:


Caro Enrico Brizzi,
sono un tuo vecchio lettore fin dai tempi di Jack Frusciante e Bastogne.
Il tuo nuovo romanzo mi è molto piaciuto: questa atmosfera da Kerouac a Chatwin in salsa padana dà al libro un'impronta molto singolare. Libro di viaggio e romanzo con personaggi ( non so se veri o di fantasia) alla Bukowsky. Anche sul piano letterario è molto originale col racconto in seconda persona singolare e i passaggi ben calibrati da presente a passato che conferiscono  molta immediatezza alla trama (...)

ciao Enrico ;ho finito di leggere NESSUNO LO SAPRA',e ci tenevo a dirti che l'ho trovato meraviglioso. Mi ha emozionata moltissimo,in particolare la parte del viaggio con il fratello. (...) La tua forza è la capacita' di raccontare le emozioni in modo un po' ruvido ma per questo emozionante.
grazie per le emozioni di questo libro.

Questo libro mi è molto piaciuto, ogni sera aspettavo di potere tornare alla lettura, infilarmi il Salewa e gli scarponi e camminare con i regiz. Vivo in un posto vicino alla traversata e capisco che sia molto suggestivo per chi non ci abita, dunque ho colto la meraviglia, ma mi è meno piaciuto vedere l'autore storcere il naso per le gallerie, le strade o le industrie: eh già, anche qui tocca muoversi e lavorare, non solo in città, e d'altra parte solo con la bellezza non si può vivere. Lui poi a volte fa un po' il compiaciuto, ma è un vezzo che gli si perdona, mi è simpatico dai tempi di Jack, e credo che sia davvero pieno di talento.

Sono un po' sbigottito
. ho appena finito di leggere l'ultimo del brizzi, e nn so ke cosa dire: botta di malinconia tremenda, forse, ma nn ne son proprio sicuro. di certo, nn mi è piaciuto, anke se lui, stralùnami, scrive sempre magnificamente; e poi nn capisco, con tutti i richiami agli altri suoi romanzi (oscar firmian x spichisi, i ragazzi immaginari per l'assiro), fino a ke punto è autobiografico e fino a ke punto è finzione (...)
e ora finisco 'sto libro e mi turba trovare che il brizzi mi assomiglia in maniera paurosa: tutti i suoi dubbi- le seghe mentali, diciamolo pure-, tutti i modi di interpretare e leggere il mondo, in bilico fra adolescente ribelle e borghese accasato, il senso romantico con cui vive ogni esperienza, sono profondamente me medesimo.
sono veramente turbato: è bello quando leggi un libro, vedi un film o ascolti una canzone ke sta parlando di te, e di queste cose t'innamori; nn è ke mi piaccia proprio tanto vedermi rispecchiato in qualcun altro due volte e a distanza di così tanto tempo, è come essere spiati o privati di qualcosa di personale e unico: la propria crescita. mon dieu,si dirà, ke seghe mentali, ed è assolutamente - anzi, nettamente- così, però ho letto l'ultima riga del romanzo con un vero senso di angoscia...

Sono anche io del 74. Avevo letto Brizzi nel lettino di casa di mia madre ed era fantastico. Era perfetto per i miei ventanni. Poi ho letto Bastogne e pensai che già ne avevo abbastanza di quelle storie di fattoni e corse in motorino. Ho abbandonato Brizzi per anni. Fino a quando un'intervista bellissima e sincera rilasciata a Luigi Lazzarini me l'ha fatto riscoprire grande. Ho letto il libro mentre passeggiavo per i parchi del Canada zaino in spalla. Complimenti.