IL ROMANZO

"...Eri partito con l’idea di scrivere una guida di trekking. Al tuo ritorno, il primo giorno in cui ti sei seduto al computer, hai scritto senza accorgertene di te e tuo fratello, di quello che avevi lasciato a casa e dell’incertezza che sentivi. A sera ti sei accorto che quel che avevi scritto non somigliava a una guida di trekking, ma al primo capitolo di un nuovo romanzo.

E così, come non facevi da molti anni, anziché domandarti come sarebbe andata a finire la storia, hai semplicemente seguito l’onda del ricordo e la spuma d’emozioni dolci e dolorose che portava con sé verso riva..."

 

Il risvolto di copertina

“Non sarà un coast to coast da New York a Los Angeles, ma anche il più modesto “da costa a costa” dal Tirreno all’Adriatico può riservare sorprese, generare avventura, produrre mito.

Basta uscire dal centro abitato – e già non è facile – e imboccare la prima strada bianca che sale in mezzo ai colli per rendersi conto che smarrirsi è un’eventualità più che concreta, che un cane randagio non è proprio una minaccia da nulla, che individuare il posto ideale per piantare la tenda può richiedere assai più tempo del previsto, che neppure trovare un agglomerato di case munito di bar è così ovvio e che niente, per la verità, è più come prima, scontato come prima.

Tre settimane di marcia ed ecco un mondo imprevedibile, così dietro casa e così assolutamente remoto, tutto da raccontare. Enrico Brizzi parte con il fratello e poi completa il percorso in compagnia di tre amici. Al resoconto delle avventure del minuscolo drappello si aggiungono, sulla pagina, impressioni, visioni, suggestioni e storie che il territorio, vero protagonista di questo libro, lascia sgorgare così, in maniera quasi spontanea.

L’uomo che cammina si adatta presto a un nuovo ritmo, del corpo e dei pensieri, come dirà quel gran personaggio che è il Vietnamita: «Mentre cammino, penso, e i pensieri più spigolosi si levigano da soli. Per via dell’attrito. È una regola fisica».

Così, da Orbetello a Portonovo d’Ancona, passando per il Monte Amiata, le colline a sud del Trasimeno e l’alta valle del fiume Potenza, attraversando tre regioni, pagina dopo pagina questo libro avrà tutto il tempo – un tempo pacato, un tempo riflessivo, il tempo di una volta – di mostrare ai suoi lettori ciò che non vuole essere e ciò che è.

E allora: non è un manuale pratico, benché contenga itinerari e consigli; non è, o non è fino in fondo, un semplice diario di viaggio, nonostante contenga resoconti sinceri e tanta onestà. Non è un libro concepito per pagare un debito a suggestioni letterarie, benché sia indubbia l’influenza di scrittori-camminatori come Thoreau e Chatwin. Non è solo un romanzo, anche se coloro che vi compaiono, che lo attraversano o che semplicemente vi fanno capolino, hanno tutti la complessità e la dignità di quei personaggi che il suo autore blandisce, corteggia, ama.

È semplicemente un libro concepito con felicità, con freschezza, con la purezza e il respiro dell’aria aperta”.


Quattro sezioni dedicate al settimo romanzo di Enrico Brizzi: una scheda del libro, l’intro della storia, la storia della copertina e alcune "tracce fantasma" in esclusiva per il maestoso sito ufficiale