IL VIAGGIO
PRESENTAZIONE

Gli appuntamenti previsti lungo il percorso

Mattina del nono giorno davanti alla stazione di Chiusi con X.X. "Il Vietnamita"
(Riuscito)

Sera dell’undicesimo o mezzogiorno del dodicesimo giorno davanti alla libreria di X.X. "Galerio" a Perugia (Giunti male in arnese la sera dell’undicesimo, Galerio impietosito vi raccoglieva in macchina alle porte della città)

Sera del sedicesimo o sera del diciassettesimo giorno a San Severino Marche con X.X. "Leo Pagani" (Persi nel bosco la sera del sedicesimo, Leo vi raggiungeva in treno la mattina seguente).


Cosa c’era nello zaino

Pochi giorni per procurarsi le cartine in scala uno a cinquantamila e studiare il percorso; inventàri ripetuti del materiale; scremature successive per ridurre la dotazione al livello della capacità effettiva dello zaino, un Salewa capace di 65 litri che già ti ha accompagnato con successo in Madagascar e nel corso di una passeggiata fra Ventimiglia e Nizza.

Inventario alla partenza:

-Bocca superiore: tenda, paleria, picchetti; tre buste di plastica 70*35 per il vestiario. (Nella prima hai stivato biancheria, calzettoni e maglie traspiranti in capilene, nella seconda calzoni lunghi e corti, camicia e un paio di felpe; nella terza giacca in pile, berretto di lana, foulard e una polo per eventuali occasioni eleganti); cartella in plastica contentente tutto il materiale cartografico ad eccezione della mappa di giornata; blocco cucina (gavetta, fornello a gas, bombola di scorta, cibarie e condimenti); sandali; nécessaire per l’igiene e pronto soccorso.
-Bocca inferiore:  sacco a pelo estivo.
-Tasca superiore esterna: berretto di cotone acquistato a Lampedusa in viaggio di nozze, giacchetta antivento da ciclismo, cerata e occhiali da sole.
-Tasca superiore interna: libri, telefono cellulare, portafoglio.
-Tasca sinistra: torcia elettrica, bussola, contachilometri, pasticche di sali minerali, occorrente per cucire.
-Tasca destra: borraccia da tre quarti di litro, ginocchiera elastica.
-Reticella esterna: mappa di giornata in busta impermeabile.
-Elastico superiore: modulo in poliuretano dentro la sua custodia.

Con i tuoi venti chili in spalla ti presenti alla stazione all’alba di un giorno di maggio. Un giorno caldo e umido di maggio, e tuo fratello non è meno carico di te...


L’ultimo dispaccio

Ecco l’ultimo messaggio lanciato da Enrico agli aficionados attraverso il neonato archivio magnetico, già sul luogo delle operazioni con il fratello e pronto a risalire la selvaggia valle dell’Albegna...

Costa tirrenica, 21 maggio.

Quel che serve è nello zaino, si va.

Abbiamo il volto e le braccia dipinte di bianco, caolino naturale stemperato in acqua, e finché il bianco non sparirà, seccato dal sole e lavato via nei torrenti, ogni uomo libero potrà ucciderci a suo piacimento.

Partiamo da questo lembo di costa toscana per celebrare il cinquantesimo anniversario della spedizione psicoatletica di Theo Elmander & gli Assassini; per diffondere il messaggio di tolleranza e comunione con la natura insita nel verbo psicoatletico; per camminare come fratelli fino a perdere la cognizione della fatica.

Per quanto ne sappiamo da qui, ci attende un viaggio di purificazione attraverso il cuore verde d’Italia.

La vernice bianca sparirà nel giro di una settimana, più o meno, ma il nostro cammino sarà ancora lungo.

Se il Cielo ci assiste, siamo disposti a traversare il ponte di coperta della Penisola, fino a giungere in vista delle spiaggie orientali che conoscemmo per prime.

Il percorso parlerà per noi tutte le lingue del mondo: mulattiera, sentiero, carreccia, strade secondarie, raccordi su provinciali, fuori pista, prato.

Abbiamo appuntamenti da rispettare, lungo la via che conduce all’Adriatico, amici da incontrare e amici – io credo – che ancora non sappiamo di avere.

A presto,
E.