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IL VIAGGIO
Un vecchio sogno nato osservando la carta d’Italia alle elementari, un progetto carezzato nel corso di camminate e hard road, TRAVERSARE L'ITALIA A PIEDI DA MARE diventa nella primavera 2004 l’ossessione principe di Enrico Brizzi. Armata una essenziale squadra d’amici con i quali si presumono appuntamenti a molte decine di chilometri l’uno dall’altro, Enrico Brizzi e il fratello Riccardo partono dalla stazione di Bologna una mattina di maggio. Serve cambiare treno a Firenze e serve cambiarlo di nuovo a Pisa, per recarsi sul luogo delle operazioni...

Se sei voluto partire da qui, è perché la laguna di Orbetello sarebbe un santuario dell’avifauna migratrice, un posto di cui hai sentito parlare la prima volta ai tempi in cui eri socio sostenitore della Lipu.
Sarebbe stato triste scendere dal treno in una stazioncina qualsiasi, priva persino della biglietteria, traversare le quattro corsie dell’Aurelia, affacciarsi appena sul mare e imboccare in fretta, come ladri, la via dell’interno.
I riti preparatori hanno la loro importanza, all’interno della segreta devozione che ti rende più simile a tuo padre di quanto avresti mai desiderato a diciott’anni.
E prima di intraprendere un viaggio, o ingaggiare una sfida decisiva, tradizione vuole che ci si spinga in un luogo romito a raccomandare l’anima.
Nel caso qualcosa andasse storto, nettamente.
E così, visto che non sai quando, né in che stato di preciso raggiungerai la costa orientale, provi anche tu l’esigenza confusa di affidare la tua anima a qualcuno che sappia vegliare su di lei per il tempo del viaggio.
Affinché l’anima non fugga per conto suo appena vi trovate in mezzo alla selva, e nemmeno si corrompa a tal punto da farti arrivare trasformato in una persona diversa, incapace di voler bene a Dina e il bambino...
Nelle quattro sezioni dedicate al viaggio della primavera 2004 trovate il percorso, le mappe, un ricco foto album e la modesta proposta di un percorso pedonale fra i due mari.



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