RIVER PHOENIX.
La inufficiale fanzine della No Generation

PAROLE D'ORDINE
Il 1968 non è mai esistito: realtà, omologazione, un popolo di giovani, scena di bohemiens. La Forma è il nostro nemico. Autoironia come arma migliore. Idealismo sfrenato. Il sistema. Siamo cani sciolti.

Affinché gli anni Ottanta non siano passati invano, non ancoriamoci a modelli antagonisti ormai antiquati: usiamo semplicemente tutto.

Il silenzio. I sentimenti. La confusione mentale e reale.

La rivoluzione comincia davanti allo specchio.

Contro le accuse di qualunquismo, già pronti i primi itinerari situazionisti.

TOTEM
Debord, Deleuze, Guattari, Malcolm McLaren, le ragazze di Boncompagni.

SU CARTA
'Inufficiale fanzine della No generation', uscita a Bologna per 4 numeri tirati fino a 1000 copie fra il novembre '93 e il giugno '94.

In redazione -dapprima ospiti della casa editrice Synergon, poi autoinvitati dove capitava- Enrico Brizzi, Giovanni C. "Joe" (poi Wu Ming 2) e Federico G. "Willo" (poi Wu Ming 4) formavano l'entità collettiva 'l'Uomo di 200 chili', spalleggiato da altri calibri della scena off bolognese, fra i quali gli amici John Azzoni e Hoge Agostini dei Frida Frenner, il bassista ska Matt Bonci, il fotografo e factotum Franz Monti e un figuro dalla tripla vita noto come Right Said Fred.

EXTRA
Operazioni di arredamento urbano, volantinaggio invasivo, diffusione notizie plausibili a mezzo stampa, pubblica esposizione e vendita di cervelli in formalina attribuiti a luminari dell'università saldamente in cattedra.